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LA PLAYLIST DI MARTINA TEDESCO

Martina Tedesco è una chitarrista pugliese con la passione per la produzione musicale. Dopo il trasferimento a Modena inizia a collaborare con vari artisti del territorio emiliano: tra il 2018 e 2019 suona con il cantautore Edoardo Elia esibendosi su diversi palchi, tra cui quello del Locomotiv Club di Bologna; nel 2019 debutta con il suo progetto solista con il nome d’arte FLOHÉR, attraverso il quale riesce a esprimere la sua passione per la produzione musicale, tra R&B, jazz e musica soul. Sempre in questo periodo, continua a esibirsi in duo con la cantante pugliese Beatrice Tommasi.

Nel 2019 collabora, inoltre, alla realizzazione del brano Giro Giro Tondo, parte dell’EP di debutto dell’artista bolognese Drag.One.

Di seguito conosciamo i 5 dischi che Martina ha voluto introdurre nella nostra personale discografia Vibes del Moo Magazine.

Foto di Martina Loiola



Joan Thiele – Operazione Oro (2020)

Joan Thiele, cantante italo-svizzera di origini colombiane, ha debuttato con il suo EP Operazione Oro lo scorso 18 marzo, in un periodo storico in cui probabilmente abbiamo ancora più bisogno di nuova musica.

L’EP conta 8 tracce e, come più volte dichiarato dalla stessa cantante, è stato composto dopo aver ritrovato alcuni filmati delle vacanze dei suoi nonni. Di fatto, il progetto vuole essere una sorta di colonna sonora per queste immagini.

Ogni traccia è ricca dal punto di vista sonoro, a volte ambivalente, lascia trasparire le influenze artistiche della cantante con ritmi riconducibili alla musica R&B ed elettronica, combinati a sound propri del Sud America. Ascoltare questo EP significa conoscere Joan in tutta la sua complessità, inoltre è un lavoro che sembra essere stato composto di getto, vero, schietto, mai scontato.

Joan è una boccata d’aria fresca nel panorama musicale italiano, consigliatissima.



Loyle Carner - Not Waving, But Drowning (2019)

Loyle Carner è un rapper inglese di venticinque anni, considerato uno tra i volti più promettenti della scena hip hop londinese. Not Waving, But Drowning è il suo secondo album, pubblicato nel 2019 sotto l’etichetta londinese AMF Records.

Loyle Carner si è affermato sin dal suo primo album Yesterday’s Gone (2017) come un poeta urbano, attuale e sensibile, lontano dallo stereotipo del rapper dai toni aggressivi sempre alla ricerca dell’eccesso.

Not Waving, But Drowning prende il titolo da una poesia di Stevie Smith, che racconta di un uomo la cui richiesta di aiuto, mentre sta annegando, viene scambiata per un saluto. È un tema che può facilmente risultare familiare, se si pensa che spesso ci confrontiamo con una società che tende a rimanere in superficie, a non soffermarsi e a non osservare a fondo le cose. L’album, composto da quindici tracce, vanta diverse collaborazioni: da Tom Misch a Jorja Smith, da Jordan Rakei a Sampha, e trascina l’ascoltatore in un mondo dalle mille sfaccettature; passando con facilità da atmosfere soul a ritmi incalzanti alla J Dilla.

Con Not Waving, But Drowning, l’ascoltatore è accolto nell’intimità della vita del rapper londinese, che non solo racconta con estrema purezza aspetti della sua vita, (tra cui amori, amicizie, la figura determinante di sua madre e il razzismo) ma ne inserisce veri e propri pezzi sotto forma di registrazioni audio, presenti in ogni traccia.

Questo album sa di primavera, dei sorrisi scambiati con le persone amate, ascoltatelo!



Noname - Room 25 (2018)


Era il 2017 quando ho sentito per la prima volta parlare di Noname, una rapper Indipendente, direttamente da Chicago. Così indipendente da aver rifiutato le chiamate delle etichette discografiche con le quali ogni artista emergente sogna di poter collaborare.

Quindi, era il 2017 e tra una lezione e l’altra in università ascoltavo tantissima musica e guardavo numerosi live sessions di artisti emergenti su YouTube; così un giorno mi sono imbattuta in quella registrata da Noname per NPR: è stato amore.

Noname è la ragazza della porta accanto, rappa con il sorriso su argomenti come etnia, femminismo e fa il punto della situazione da giovane donna nera consapevole. La sua è stand-up poetry messa in musica.

Room 25, il suo secondo album dalle atmosfere jazz e hip hop, è stato completamente autofinanziato e successivamente pubblicato nel 2018. L’intro Self, accoglie l’ascoltatore nell’album con le parole:

Maybe this the album you listen to in your car when you driving home late at night[…] “

Noname ha ragione, questo è l’album che si ascolta in macchina di sera, mentre si torna nell’intimità della propria casa cercando di fare il punto della situazione dopo una giornata frenetica.



Tom Misch - Geography (2018)

Geography non è l’album più recente di Tom Misch, musicista e produttore inglese di 24 anni, ma è sicuramente quello che ho ascoltato di più negli ultimi anni.

Questo è il disco che ha segnato l’esordio di Tom nel 2018, nonostante l’artista avesse già pubblicato numerosi brani e beat su Soundcloud.

Geography, composto da 13 tracce, è caratterizzato da riff di chitarra orecchiabili, accordi morbidi, linee di basso e beat accattivanti, il tutto coronato dalla voce calda di Tom che si fa strada tra le note dei brani. Questo è un album per tutti: amanti del jazz, dell’hip-hop, del funk. È proprio questa la forza di Tom Misch e di Geography: volare al di sopra di ogni categoria o genere musicale. Se questo non dovesse bastare a convincervi ad ascoltarlo, sappiate che l’album si apre con una dichiarazione d’amore per l’arte, che Tom ricava da un’intervista del musicista Roy Hargrove e che mette in musica nell’intro intitolato Before Paris.

Hargrove dichiara “[…] devi amarla (l’arte) e respirarla, è il tuo caffè quotidiano, è il tuo cibo. Questo è il motivo per il quale diventi un artista.”.

Chiunque provi un sentimento così forte per qualcosa, merita di essere ascoltato e supportato nella sua arte!



Steve Lacy- Steve Lacy’s Demo EP (2017)

Steve Lacy, classe 1998, è un chitarrista, cantante e produttore musicale nato a Compton (California).

Cattura l’attenzione del pubblico dal 2013, quando inizia a collaborare con la band The Internet, come chitarrista e produttore. Inoltre, vanta una serie di collaborazioni con artisti di alto calibro come Kendrick Lamar, Solange e Mac Miller e a soli diciannove anni vince un grammy come produttore e compositore del brano Pride, presente nell’album DAMN di Kendrick Lamar.

Nel 2017, debutta con il suo progetto solista pubblicando un EP intitolato Steve Lacy’s Demo.

Quello di Lacy è un debutto piuttosto atipico, dal momento che il suo EP contiene 6 tracce prodotte quasi unicamente usando un iPhone. Le parti di chitarra e basso sono registrate connettendo questi strumenti direttamente allo smartphone e le linee vocali sono registrate utilizzando il microfono incorporato.

Lo stesso Lacy ha più volte dichiarato di voler produrre musica con i mezzi che possiede invece di lasciarsi limitare da ciò che non possiede.

Ho scelto questo artista perché mi ha più volte ispirata a essere risoluta nell’approccio alla produzione musicale. Da ascoltare!


Autore

Martina Tedesco


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Arte, Musica, Associazionismo.