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  • Ass. Tramoontana

MOO MAGAZINE: SIAMO ALLA FASE 3

Aggiornato il: lug 8


(... prologo …)

Tra qualche anno come ricorderemo le nostre quarantene? Cosa rimarrà di questa assurda primavera del 2020?

Per noi della Tramoontana probabilmente il Moo Magazine è stato il tappeto volante che ci ha permesso di sorvolare barriere, momenti difficili e un generale pessimismo dettato da un’incertezza a cui stiamo cominciando ad abituarci. Nonostante le clausure domestiche, il primo mese di vita della rivista ci ha dato l’opportunità di conoscere nuove persone in pieno distanziamento sociale, ci ha regalato occhiali nuovi con cui approcciarsi al mondo della cultura e ci ha anche dato la possibilità di concretizzare quello che è sempre stato un piccolo sogno nel cassetto Tramoontana: dare voce a quello che di bello ci circonda e provare a metterlo in rete. Tutto realizzato in poco tempo, a tal punto da far emergere tra di noi una domanda: “perché non l’abbiamo fatto prima?”.



(... ciak...)


Il primo mese del Moo Magazine è stato esaltante proprio per il carattere sperimentale con cui l’abbiamo concepito. Partendo da un piccolo gruppo di collaboratori, siamo arrivati ad avere così tante proposte che è stato necessario lavorare come una vera e propria redazione per gestire al meglio il funzionamento di questa divertentissima macchina. Siamo partiti ragionando settimana per settimana e adesso abbiamo già fissato delle collaborazioni che partiranno a settembre, senza contare l’imprevisto del giorno, come quando abbiamo ricevuto l’articolo su Ian Curtis (scritto da Riccardo Frolloni) che ci ha fatto dire “questo lo pubblichiamo subito”. 

Avevamo chiesto ad Andrea Donaera di scriverci un articolo al mese che parlasse di libri e oggi ci ritroviamo nella rubrica n(trame) una serie di podcast in cui, settimanalmente, possiamo ascoltare le sue interviste a diversi scrittori del panorama letterario italiano, privilegiando un ambiente underground denso di stimoli. Ci siamo chiesti come organizzare la rubrica Next sulle serie televisive e sono bastate un paio di lezioni in università a fine aprile per creare un bellissimo gemellaggio tra gli studenti dell’Università del Salento e quelli dell’Università di Bari che, ad oggi, sommergono felicemente la nostra casella di posta elettronica con articoli e nuove proposte. Volevamo conoscere un po’ di musica nuova dalla voce dei musicisti e in tanti hanno risposto raccontandoci i loro dischi preferiti in Vibes, dove è possibile trovare numerosi contributi che attraversano generi e generazioni musicali che abbiamo cercato non solo di ospitare nel sito, ma anche di esportare in un’omonima playlist su Spotify (a proposito: l’avete ascoltata? È come andare sulle montagne russe). Avevamo voglia di raccontare il nostro territorio attraverso storie ben riuscite, passando il microfono tra tutti quelli che credono nella realtà pugliese e riescono a creare piccole bandierine di eccellenza. Questo microfono lo abbiamo chiamato Camera Vista a Sud e sta passando tra psicologi, registi, barman, artigiani, sportivi: è la nostra gente, quella in cui noi ci riconosciamo e che vogliamo far conoscere grazie al nostro spazio. A questo si aggiungono i ponti che stiamo cercando di creare tra noi e chi è andato via: è Intercity Notte, la rubrica in cui riusciamo a sentire vicino a noi le persone lontane proprio leggendo le loro storie, così belle da sembrare incipit perfetti per racconti e sceneggiature.

A tutti i nostri collaboratori noi vogliamo rivolgere un Grazie gigante e, nonostante le circostanze ancora avverse, siamo già al lavoro per organizzare in futuro un festival del Moo Magazine in cui poterci incontrare fuori da caselle mail, conversazioni Skype e social network. 

Stiamo diventando una bella squadra e questo sta succedendo in uno dei momenti peggiori dell’umanità, non è una cosa di cui essere contenti e basta, c’è un sano entusiasmo che va innaffiato come si deve.

Tra l’altro è stato anche un mese con tantissime idee scartate e questo è un bene, dal momento che nel mondo della scrittura vale la regola secondo cui gli autori bravi si vedono soprattutto da quello che buttano nel cestino.

C’è fermento, c’è voglia. 

Ormai il rodaggio è finito, la macchina funziona e anche per noi inizia una nuova fase (non la 2 siamo già alla 4 o alla 5, stiamo iniziando a perdere il conto).



(... epilogo …)


Cosa troverete nelle prossime settimane sul Moo Magazine

Le rubriche Vibes e Next ormai saranno appuntamenti fissi di ogni mercoledì e venerdì, continua ad allargarsi la rete dei musicisti che stanno contribuendo a farci conoscere le loro playlist e allo stesso tempo troverete contenuti diversi come interviste, podcast e articoli monografici; stesso discorso vale per Next, dove manterremo sempre l’attenzione per le serie più recenti e ogni tanto viaggeremo nel passato raccontando i grandi classici (vi diamo un indizio per le prossime settimane: Boris). 

(n)Trame è a metà della sua prima stagione (le interviste saranno in totale 12) e a breve si aprirà anche a nuovi contributi, sempre sotto la sapiente supervisione di Andrea Donaera. A giugno cercheremo anche di esplorare un tema molto importante introdotto da questa fase 2 e rivolto soprattutto a ristorazione e commercio in generale, ovvero le app Delivery, che ci verranno raccontate da Gabriele Durante in Understanding Media. Cambieranno anche le interviste, o meglio, si arricchiranno con nuovi linguaggi: dalla semplice registrazione di una telefonata, passando per i podcast, siamo arrivati in questi giorni a registrare una video-intervista con un personaggio molto interessante del nostro territorio che somiglierà molto a un piccolo documentario. Non sapevamo se fare uno spoiler per quest’ultima novità, diciamo che alla fine ha prevalso la voglia di lasciarvi solo un paio di indizi: un numero e una parola. Il numero è il 20.

La parola è Mercedes.

Poi ci sarebbe tanto altro da dire: le idee per i nuovi spettacoli teatrali, le collaborazioni che stiamo attivando e la squadra Tramoontana che giorno dopo giorno si arricchisce di nuovi compagni di viaggio. 

Rimaniamo così: noi teniamo acceso il nostro fuoco e voi, ogni volta che ne avete voglia, venite pure a scaldarvi. C’è sempre posto.

Autore

Tramoontana



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